La paglia come materiale da costruzione

L'impiego della paglia nelle costruzioni ha radici millenarie: strutture in paglia pressata si trovano ancora in uso negli Stati Uniti fin dalla fine dell'Ottocento, quando la disponibilità di balle compresse prodotte meccanicamente aprì la strada alla costruzione di pareti portanti e di tamponamento. In Europa il metodo ha trovato terreno fertile a partire dagli anni Novanta, con un rinnovato interesse per la bioedilizia e la riduzione dell'energia incorporata nei materiali.

In Italia la costruzione con balle di paglia resta un settore di nicchia, ma ha visto una crescita costante negli ultimi dieci anni, sostenuta dall'attività di associazioni come ANAB e dall'interesse accademico di alcuni istituti tecnici regionali.

Tipologie costruttive principali

Esistono tre approcci consolidati alla costruzione in paglia:

Nebraska Style (portante)

Le balle di paglia costituiscono direttamente l'elemento strutturale verticale. Il sistema funziona per edifici mono o bipiano, con copertura leggera. Il peso del tetto e degli orizzontamenti viene trasmesso alle balle, che vengono compresse prima della posa dell'intonaco. Dopo la carbonatazione dell'intonaco in calce, l'insieme raggiunge una rigidezza complessiva che soddisfa i requisiti sismici di base.

Post and Beam (con telaio)

Un telaio portante in legno o acciaio sostiene i carichi strutturali; le balle di paglia fungono da riempitivo isolante tra i montanti. Questo approccio è più semplice da calcolare strutturalmente e si adatta meglio alle zone classificate a elevata sismicità.

Ibrido prefabbricato

Pannelli di paglia pre-intonacati vengono assemblati in cantiere come componenti modulari. Garantiscono maggiore uniformità qualitativa e riducono i tempi di costruzione, ma richiedono impianti produttivi dedicati.

Prestazioni termiche

Una parete in balle di paglia da 40 cm – dimensione standard delle balle di frumento pressate a due spaghi – con 3 cm di intonaco in calce su ciascun lato raggiunge una trasmittanza termica U compresa tra 0,10 e 0,14 W/(m²K). Questo valore è significativamente inferiore al limite previsto dal D.M. 26/06/2015 per le zone climatiche E e F (0,22–0,27 W/m²K per pareti esterne).

  • Conduttività termica λ della paglia secca: circa 0,052–0,065 W/(m·K)
  • Fattore μ di resistenza al vapore: 2–4 (materiale traspirante)
  • Sfasamento termico in una parete da 40 cm: 11–14 ore
  • Capacità termica volumetrica: circa 26–35 kJ/(m²·K)

Resistenza al fuoco e all'umidità

Contrariamente alla percezione comune, la paglia compressa intonacata ha una buona resistenza al fuoco. Le prove condotte secondo EN 1363-1 mostrano classi EI 60 o superiori per pareti intonacate su entrambi i lati. La resistenza al fuoco è dovuta alla compressione delle balle, che limita l'ingresso dell'ossigeno.

La durabilità nel tempo dipende dalla corretta gestione dell'umidità in fase di costruzione. Il contenuto idrico delle balle alla posa deve essere inferiore al 20% in peso per evitare fenomeni di ammuffimento. L'intonaco in calce, igroscopico ma non impermeabile, permette la diffusione del vapore senza creare condense interstiziali.

Normativa e linee guida in Italia

Non esiste ancora una norma tecnica UNI specifica per le costruzioni in paglia. Il quadro di riferimento si compone di:

  • D.M. 14/01/2008 (NTC 2008) e aggiornamento 2018: le costruzioni in paglia rientrano nella categoria delle costruzioni in materiali non normati; richiedono una Valutazione Tecnica Europea (ETA) o perizia asseverata da tecnico abilitato.
  • Capitolato ANAB per la bioedilizia: documento tecnico non vincolante che stabilisce criteri minimi per la progettazione e l'esecuzione di strutture in paglia.
  • Linee guida EPSEA (European Professional Straw Bale Association): riferimento tecnico adottato informalmente da molti professionisti italiani.

Sismicità e costruzioni in paglia

In Italia la gran parte del territorio è classificata in zona sismica 1, 2 o 3. Le costruzioni in paglia tipo Nebraska, con pareti portanti, sono state oggetto di test dinamici in scala ridotta presso l'Università della California e il CSTB francese. I risultati indicano una buona dissipazione energetica durante le sollecitazioni cicliche, grazie alla deformabilità del materiale. Tuttavia, in assenza di una normativa sismica italiana dedicata, la realizzazione pratica richiede sempre la supervisione di un ingegnere strutturista.

Fonti di riferimento: ANAB, UNI, European Professional Straw Bale Association (EPSEA), ENEA.